sanzioni smaltimento toner

Vista la grande importanza dei temi ambientali, comprese i problemi di inquinamento per le forniture d’ufficio e i toner esausti, anche le sanzioni per quanti non rispettino la normativa in termini di smaltimento sono giunte in questi anni a inasprirsi per fare da deterrente a comportamenti che non diano la dovuta attenzione al problema: quasi il 10% della polvere di toner iniziale è stata rinvenuta in un campione di oltre 150mila cartucce esauste. Un pericolo molto più reale di quanto non sembri, se mal affrontato!

Il toner esausto come rifiuto speciale.

L’inquadramento del toner usato come rifiuto speciale (e quindi non come rifiuto urbano, anche se in passato molti Comuni lo facevano) non permette più la possibilità di portare i toner usati presso la discarica comunale. Gli adempimenti normativi circa lo smaltimento colpiscono tutti i possessori di stampanti laser, quindi anche coloro che la detengono in noleggio, visto che il responsabile del rifiuto è il ‘produttore’ dello stesso, cioè ‘chi lo genera con la sua attività produttiva’ (in pratica chi stampa le pagine). Chi si ritrova toner esausti deve perciò stoccarli in opportuni ecobox e farli ritirare entro massimo 12 mesi ad addetti autorizzati al trasporto che li portano negli opportuni siti di smaltimento usando il FIR, il Formulario di Identificazione dei Rifiuti.

La responsabilità della gestione del rifiuto dura fino a quando non si riceve la quarta copia del FIR firmata dall’addetto all’impianto di smaltimento toner, che in questo modo ne certifica lo smaltimento e che va unita alla prima (firmata dal trasportatore), mentre al seconda e la terza sono rimaste al vettore stesso e all’impianto finale. La quarta copia, come la prima, va tenuta per 5 anni.
Restituire i toner a chi vende le cartucce o a chi noleggia non è legale, salvo che il venditore non abbia anche tutte le autorizzazioni a gestire i rifiuti e rilasci il debito FIR (cosa abbastanza rara): lo smaltimento in genere infatti può avvenire tramite aziende iscritte ad apposito albo (Albo Nazionale dei Gestori Ambientali) e provviste di regolare autorizzazione regionale in materia. Anche in questo caso la responsabilità di controllare che l’azienda a cui affida i toner esauriti spetta al produttore del rifiuto, anche se la pratica di rigenerare toner è di per sè virtuosa.
Esiste però la possibilità che il contratto di noleggio preveda la esplicita possibilità di gestione degli esausti da parte del proprietario-locatore della stampante o fotocopiatrice (ovviamente munito di regolari autorizzazioni a fare ciò).

Le sanzioni

Secondo il vigente quadro normativo le sanzioni per i trasgressori che non rispettino il protocollo di smaltimento dei toner esausti sono di tipo pecuniario – da 2.600€ fino a 15.500€ per rifiuti non pericolosi; da 15.500€ a 93.000€ per quelli pericolosi – e di tipo amministrativo (sospensione per un anno dalla carica di amministratore e da quella preposta alla controllo e smaltimento per il diretto responsabile dell’infrazione).
In linea di principio le aziende si affidano perciò, per una normativa tanto stringente, alla collaborazione con ditte specializzate che curano la raccolta e lo smaltimento in pochi giorni lavorativi (in genere entro le 2 settimane), le quali provvedono a recuperi di materie prime seconde che vengono poi reintrodotte nel ciclo produttivo.
Come abbondantemente dimostrato, data la non pericolosità sia iniziale che successiva delle polveri del toner – a meno che non intervengano danneggiamenti ai contenitori o alle cartucce e lo stoccaggio in modo corretto nell’ecobox impedisca qualsiasi contaminazione per contatto fisico – dal punto di vista sanzionatorio quindi non si dovrebbe eccedere la cifra di 15.500€.
I toner vanno smaltiti a parte, e mai insieme ai vecchi pc e alle vecchie stampanti, che rientrano nella categoria dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). La responsabilità per il mancato smaltimento tramite le modalità corrette è ugualmente sanzionata sia per le grandi aziende che producono centinaia o migliaia di cartucce esauste quanto la piccola azienda che deve gestire correttamente il fine-vita di un solo toner all’anno. Anche il corretto inquadramento nei codici CER (che non vengono inseriti per legge sul prodotto nuovo) comporta responsabilità in capo al solo produttore del rifiuto – e quindi eventuali sanzioni in caso di errore o dimenticanza.
Nei casi più gravi tuttavia, in caso di reato comprovato, si può arrivare a sanzioni penali a carico delll’amministratore delegato o del titolare dell’azienda.
Anche la certificazione tramite i codici rifiuto ’08 03 18′ (‘non pericoloso’) rispetto all”08 03 17′ (‘pericoloso’) sul Formulario FIR comporta responsabilità per il produttore del rifiuto, cioè l’azienda che produce le stampa e che ha esaurito il toner, ed eventuali sanzioni laddove si accertasse – tramite analisi chimica eseguita presso laboratorio accreditato – della pericolosità dello stesso.