Normativa per lo smaltimento dei toner

Come smaltire correttamente i toner e non rischiare di incorrere in sanzioni amministrative e penali

In un periodo in cui l’attenzione per le tematiche ambientali è ormai ai massimi storici, la normativa italiana si è ormai allineata da diversi anni a quella europea in tema di smaltimento dei toner esausti.
Prima di addentrarci nel piano normativo è necessario individuare le due categorie principali di rifiuti prodotti generalmente da apparecchi multifunzione, come stampati i fotocopiatrici. Da un lato abbiamo i toner e le cartucce, dall’altra l’apparecchio in se che, una volta raggiunto il suo livello di obsolescenza dovrà essere riciclato nella maniera più corretta ed ecologica possibile.
Smaltire correttamente i toner è un problema che interessa tantissime imprese che dal 2006 sono tenute a seguire una lunga serie di regole contenuto in un decreto legislativo che disciplina in maniera scrupolosa la materia, considerando i toner come materiali speciali.

A chi affidare lo smaltimento dei toner esausti?

In quanto rifiuti a carattere speciale i toner non possono essere gettati nelle comuni discariche ma, al contrario, affidate ad imprese specializzate nel loro smaltimento. Ad imporlo è la normativa, che permette alle aziende di accumulare toner e cartucce per un periodo massimo di un anno. Scaduti i 12 mesi, durante i quali i toner devono essere conservati in speciali ecobox, tutto il materiale dovrà essere prontamente smaltito. Le aziende che si occupano di smaltimento toner esausti ( con preventiva iscrizione all’’Albo Nazionale Gestori Ambientali ) rilasciano una specifica documentazione contenente tutti i dettagli, come ad esempio il numero di toner smaltiti.
Cosa succede se gli adempimenti contenuti nella normativa non vengono rispettati alla lettera? Il decreto legge del 2006 ha disposto una serie di sanzioni di tipo pecuniario che mirano a ridurre al minimo fenomeni di inadempienza. La sanzione può addirittura arrivare a sfiorare l’importo di 15.500 euro qualora i toner non dovessero essere smaltiti in maniera adeguata.

Il corretto iter per smaltire i toner e rispettare la normativa introdotta nel 2006

Esiste un vero e proprio procedimento che qualsiasi azienda si trovi costretta a smaltire questo genere di rifiuti speciali dovrebbe conoscere.
Per prima cosa, l’azienda che gestisce lo smaltimento dei toner esausti dovrà rilasciare un apposito formulario che identificherà la tipologia di rifiuti smaltiti e che servirà per attestare la sussistenza delle operazioni di smaltimento. Il formulario si compone di quattro differenti copie, due delle quali saranno consegnate al committente dello smaltimento, all’inizio ed alla fine dell’iter. Le altre due copie vengono conservate dal vettore e dall’azienda che si occuperà dello smaltimento.
L’imprentiore che ha prodotto il rifiuto sarà tenuto a conservare la documentazione attestante l’avvenuto smaltimento dei toner esausti per un periodo di 5 anni. Qualora l’azienda produca anche rifiuti pericolosi, il formulario dovrà essere annotato nell’apposito registro di carico e scarico.
Ma non finisce qui. Quelli appena descritti non sono gli unici adempimenti da seguire nel quadro normativo dello smaltimento dei toner esausti. La disciplina che regola il processo impone anche una serie di regole accessorie che riguardano in generale tutte le aziende con un minimo di dieci dipendenti che producono qualsiasi rifiuto classificato come speciale. In questi casi, sarà necessario compilare e conservare un ulteriore documento, noto come il MID che dovrà poi essere consegnato alla CCIAA con cadenza annuale, entro al data del 30 aprile.

Le responsabilità del produttore del rifiuto speciale

Aspetto molto interessante della normativa, oltre alle sanzioni previste per i trasgressori, riguarda la responsabilità del produttore del rifiuto. Secondo il decreto legge del 2006, infatti, l’azeinda che ha richiesto lo smaltimento dei toner esausti è responsabile dell’intero iter fino alla consegna effettiva della quarta copia del formulario. Dunque, eventuali trasgressioni della normativa ricadranno sempre e soltanto nella sfera giuridica del produttore del rifiuto.
Un’altra cosa da sottolineare è che quanto detto fin’ora vale indistintamente per rifiuti speciali prodotti da stampanti di proprietà dell’azienda o prese a noleggio. In tal caso ciò che conta è dunque la produzione del rifiuto in se che metterà in moto l’intero processo di smaltimento obbligatorio per legge.